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il convento di Colfano

 

Il Talamonti nella sua opera rileva l’esistenza  di alcuni residui precedenti alla fondazione del monastero, tra cui una piccola finestra gotica, risalente forse al XII secolo e così  il Gonzaga, che abbiamo già ricordato,  conferma che la fondazione del monastero è da attribuirsi a S. Francesco d’Assisi, durante uno dei suoi viaggi nella Marca.

Gli Spirituali e i Fraticelli

Fin dai tempi del fondatore San Francesco, la famiglia dei frati minori fu percorsa al suo interno da vari dissensi, soprattutto sull’applicazione della regola.

Dopo la morte del Santo i dissensi si acuirono, perché i Conventuali sostenevano la necessità di un adattamento della Regola alle situazioni socio- economiche in cui i frati vivevano, rendendola più vivibile, mentre gli Spirituali erano fautori dell’applicazione fedele e intransigente di quanto dettato dal fondatore.

I Padri delle Comunità restarono fedeli ai loro principi, invece i frati spirituali vennero deviando e furono chiamati anche frati della povera vita, in quanto cercavano la santità, vivendo nella più assoluta povertà. All’inizio erano dei rigidi osservanti, poi qualcuno ha lasciato perfino l’abito talare.

Secondo altri hanno rappresentato, con qualche torto, il primo movimento di ritorno alla pura osservanza della regola francescana.

Nel progredire dei tempi sorsero i Clareni: questi erano Fraticelli marchigiani sotto la guida di Angelo Clareno (1247 - 1337), già Pietro da Fossombrone, al quale fu dato il nome  di Clareno (dal fiume Chiarino che scorre ad Arquata del Tronto) quando il pontefice Celestino V concesse loro di osservare la Regola con interpretazioni particolari. Furono chiamati anche i Poveri Eremiti. Essi occuparono anche il convento di S. Liberato di S. Ginesio. Secondo Clareno la vocazione francescana andava sviluppata, con uno stile di vita simile all’eremitico. I Clareni si diffusero nella Diocesi di Camerino, più che in qualunque altra parte delle Marche.

Nel 1290 su invito del Re dell’Armenia, i Fraticelli si recarono in missione in Asia Minore. Durante la persecuzione dell’Inquisizione, altri Clareni fuggirono in Grecia, ma nel 1303 ritornarono in Italia. Nel 1500 alcuni rientrarono nell’Ordine.

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