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il convento di Colfano

 

Nel 1338 Giovanni da Borgo San Sepolcro, inquisitore della Marca Anconetana, applicò una multa al Comune di San Ginesio, per aver accolto e favorito i Fraticelli, considerati religiosi irregolari fuori della disciplina ecclesiastica.

Nel periodo che va dal 1322 al 1467, circa un secolo e mezzo, nell’Italia centrale sono documentati una trentina di giudizi ad opera dell’Inquisizione, molti dei quali conclusisi con assoluzioni, allontanamento dai loro luoghi, ritrattazioni e penitenze, molto di rado con il rogo. Con i processi dei Fraticelli di Poli (vicino Palestrina) e Maiolati (nelle Marche) si chiude questa parentesi nell’Italia centrale.

Se consideriamo il numero totale delle persone perseguite nei secoli dalle varie forme di Inquisizione, quello dei Fraticelli sembra un fenomeno di modesta entità. Bisogna dire anche che a quei tempi non troppo remoti, ma molto diversi dai nostri giorni, non esisteva neanche il concetto di tolleranza. Non è comunque facile giudicare i fatti di allora con il modo di pensare di oggi. Nei secoli, Fraticelli a parte, parecchi frati, le cui idee si discostavano dalla linea ufficiale della Chiesa, sacrificarono la loro vita, pur di non rinnegare le loro convinzioni. Ritengo quindi trattarsi di persone che credevano fermamente alle loro idee, anche a costo di sacrificare il bene supremo: la vita.

I dissidi nell’ordine francescano non finirono e si riacutizzarono a tal punto che nell’aprile del 1534 si corse il pericolo di soppressione, ma ciò portò ad una rinascita della vita francescana. Matteo da Bascio, un frate minore, che stava preparando la riforma cappuccina, fu incarcerato, perché aveva indossato un abito diverso da quello prescritto e si era recato a Roma senza il permesso dei superiori. Fu liberato poco dopo grazie all’intervento di Caterina Cibo, duchessa di Camerino.

Il 24 febbraio 1390, il ministro generale Enrico Alfieri cedette Colfano ai frati della Regolare Osservanza (della rigida regola di S. Francesco).

A causa della distruzione dell’archivio, come già detto, non si conosce nulla degli avvenimenti accaduti dal 1300 alla prima metà del 1400 nel monastero in esame. Altre distruzioni furono causate da Francesco Sforza, signore di Milano, quando nel 1440 attaccò le Marche.

La comunità religiosa guadagnò ben presto la stima, la considerazione e la benevolenza delle popolazioni, dei Comuni e nobili vicini quali Municipio di Caldarola, Camporotondo e i Duchi Da Varano di Camerino, i quali elargivano sovvenzioni da tempo. Grazie a queste elargizioni nell’ultima metà del 1400 si compirono dei restauri e miglioramenti al fabbricato.

(organigramma)

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