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il convento di Colfano

 

Il beato Francesco da Caldarola (immagine)

Il convento acquisì ulteriore fama, quando tra suoi membri poté annoverarsi Francesco Piani, nato a Caldarola nel 1424, il quale entrò giovane nell’ordine francescano.

Nel 1491, prima di divenire sacerdote, fondò nel suo paese natio la Confraternita di Maria SS. del Monte e il Monte di Pietà. L’intento era di promuovere il benessere sociale, concedendo denaro ai poveri ed agli operai i quali erano prima costretti a chiedere prestiti, a tasso d’usura, (diremmo oggi) agli Ebrei. I tassi andavano da un minimo del 14 % ad un massimo del 50 %, ma con punte che oltrepassavano l’80 %.

Il Monte di Pietà non doveva esigere compensi per i servizi prestati: trascorso il periodo stabilito nel prestito il pegno veniva venduto. Qualora i pegni lasciati in deposito non fossero riscattati, il Monte non poteva incamerare una somma superiore a quella prestata: il maggior ricavo doveva essere devoluto al proprietario del pegno.

Secondo Padre Giacinto Pagnani, B. Francesco non fu il fondatore bensì il riorganizzatore: riunì la Compagnia di Maria dei Disciplinati, quella dell’ospedale Civile e quella del Monte di Pietà e, con l’appoggio del Municipio, dette loro un unico regolamento.

L’ospedale dell’Annunziata, le cui più vecchie notizie risalgono al 1447, aveva annessa l’omonima chiesa, che si trovava dove oggi c’è un istituto bancario. Il Municipio di Caldarola   affidò la gestione dell’ospedale e del Monte di Pietà alla Confraternita di Maria SS. del Monte. Il comune preferì poi, tramite un incaricato, gestire direttamente l’ospedale dell’Annunziata.

I Monti di Pietà furono promossi energicamente dai francescani, per dare la possibilità ai poveri di non ricorrere dagli usurai per prestiti in denaro. I frati della regolare osservanza fondarono anche i Monti Frumentari, per combattere la carestia e le ristrettezze economiche, che in annate agrarie di scarsi raccolti colpivano le popolazioni. Questi istituti anticipavano grano alle famiglie meno abbienti e bisognose. Il grano doveva poi essere restituito alla raccolta nella medesima quantità e qualità ottenuta in pegno. In caso di mancata restituzione o di qualità più scadente di quella ottenuta, si perdeva il diritto ai benefici del Monte per un periodo da uno a tre anni.

Alla fine degli Statuti viene raccomandato alle autorità civili e religiose di fare il possibile, per ristabilire la pace tra i cittadini e spiega anche come procedere. Se una parte rifiuterà di riappacificarsi, le autorità (officiali e il pievano) potranno costringere il recalcitrante a sottoscrivere la pace ed addossargli le conseguenze della sua rottura.

Sembra anche che il beato donò il ritratto della Madonna del Monte dipinta da Lorenzo d’Alessandro nel 1491 e che il Papa Pio VII, nel 1814 al ritorno a Roma dall’esilio, volle solennemente incoronare.

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