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Il
B. Francesco Piani si dedicò per tutta la vita, con grande impegno, a compiere
opere utili al prossimo, a riformare i costumi corrotti, a predicare, a
diffondere la dottrina cristiana, a convertire i peccatori e a risolvere
pubblici e privati dissidi delle popolazioni circostanti il convento, ma
soprattutto di Caldarola. Morì il 2 febbraio 1507 e fu beatificato nel 1634 da
Papa Urbano VII. I
fedeli accorrevano alla chiesa del convento, per venerare le sue spoglie e per
chiedere aiuto. Il suo culto si diffuse tra le popolazioni vicine e crebbe nel
tempo. L’effigie del beato si trova ora nella chiesa della Madonna del Monte
di Caldarola. Il Comune di Caldarola, quello di Camporotondo insieme ai
religiosi fecero costruire nella chiesa del convento di Colfano l’altare, per
collocarvi le sue spoglie. Il
31 ottobre 1517 il monaco agostiniano Martin Lutero affisse alla porta della
chiesa del castello di Wittemberg in Sassonia un documento contenente le sue
“95 tesi” contro le indulgenze. Sul mondo cristiano si abbatté quindi la
bufera della riforma protestante. Seppure in misura ridotta, anche l’Italia
risentì dell’influsso di tali nuove dottrine: Bernardino Ochino, vicario
generale di Napoli, nel 1542 lasciò l’ordine, per abbracciare il
Protestantesimo. Nel
secolo XVI il Comune di Camporotondo contribuì alle spese per la ricostruzione
dell’acquedotto, per aprire una nuova strada nei pressi del convento e per
edificare alcuni altari nella chiesa. Nel 1499, nel 1547 nel 1548-1549 si celebrò
presso il convento il capitolo provinciale. Il capitolo o congregazione
capitolare è una riunione dei superiori, che si tiene ogni tre anni: nel corso
dello stesso è confermato o cambiato l’incarico e si decidono i trasferimenti
del personale. Oggi al capitolo possono partecipare anche i semplici frati. Il
Comune di Caldarola sceglieva tra i Minori Osservanti il predicatore per il
periodo della Quaresima. Il titolo di predicatore, era conferito ufficialmente
dalle autorità dell’ordine a chi mostrava particolari doti oratorie ed aveva
una sufficiente preparazione culturale. Fra di loro si distinse per
l’eloquenza e la cultura P. Matteo da Monsano. La
tranquilla, ma operosa vita dei religiosi fu turbata dalla lite, che nacque tra
il Comune di Camporotondo e quello di Cessapalombo. Ognuno dei due avanzava dei
diritti sul convento, che si trovava al confine tra i due Municipi. Questo stato
di cose preoccupò sia i religiosi che le vicine popolazioni. Il legato
dell’Umbria e dell’ex Stato di Camerino, cardinal Durante, si occupò della
questione. Si recò a Colfano e
ascoltò le ragioni dei contendenti e delle autorità dei vicini paesi. Tornato
a Camerino, il 10 ottobre 1549
emise la sentenza: Colfano era esente dalla potestà laica, soggetto solo alla
Santa Sede, che lo governava mediante i superiori dell’ordine dei Minori
Osservanti. Proibì quindi ai due Comuni di esercitare dominio o giurisdizione
sul monastero. p9 P1 P2 P3 P4 P5 P6 P7 P8 P9 P10 P11 P12 P13 P14 P15 P16 P17 P18 P19 P20 P21 P22 P23 P24 P25 P26 P27 |