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Tra
il 1598 ed il 1660 vennero eseguiti lavori alla Chiesa e costruiti l’altare di
S. Diego, di S. Giovanni da Capestrano, il coro di noce e si sistemarono il
refettorio e la sacrestia. L’interessante polittico di Durante Nobili da
Lucca, raffigurante la Vergine seduta con il Bambino ed ai lati alcuni santi, fu
ricevuto in donazione da monsignor Piersante Fanti, prelato marchigiano al
servizio di Papa Innocenzo XII. Il 1 settembre 1695 venne posto dietro
l’altare maggiore. Il
Comune di Caldarola e la Confraternita del Monte concorsero alle spese per
l’acquisto di un reliquiario e di una cassa, per riporre le spoglie del Beato
Francesco e per ornare il suo altare. Il 18 maggio 1701, sulla parete sinistra
fu solennemente inaugurato un nuovo e più degno altare in onore del Beato. Nel
1753 uno spiacevole incidente mise alla prova i rapporti tra i frati e il Comune
di Caldarola. P. Bernardino da Servigliano venne nominato dal Consiglio Comunale
di Caldarola quale predicatore della quaresima dell’anno successivo. Il
religioso si fece sostituire da un confratello, senza aver preventivamente
ottenuto il permesso del Consiglio, che si sentì offeso e decise di non
affidare più le predicazioni a un frate del convento di Colfano. I dissapori
comunque non durarono a lungo. Fino
al 1810 i resti mortali del Beato Francesco rimasero custoditi nell’antica
cassa di legno, chiusa da più chiavi, alcune delle quali conservate dai
religiosi, le altre dal Municipio di Caldarola e dalla Confraternita del Monte. Nel
1718 e nel 1757 nel monastero si tenne la Congregazione Intermedia, un capitolo
straordinario (riunito in anticipo). p10 P1 P2 P3 P4 P5 P6 P7 P8 P9 P10 P11 P12 P13 P14 P15 P16 P17 P18 P19 P20 P21 P22 P23 P24 P25 P26 P27 |