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Il
terremoto del 1799 Alle
ore 19 di domenica 28 luglio 1799 nella zona di Cessapalombo ci fu una scossa
sismica di notevole entità. Oltre la metà della popolazione per paura non
rientrò in casa. Dopo circa quattro ore nelle località comprese tra Camerino e
Cessapalombo ci fu un’altra scossa, questa del IX- X grado della scala
Percalli, considerata quella principale del terremoto di Camerino. Il
numero dei morti fu di 85, ma forse si avvicinò più al centinaio di cui 43 a
Camerino, che allora aveva 6.000 abitanti, 6 morti a Sarnano, 5 a San Ginesio e
9 a Cessapalombo. Quest’ultima fu la località più colpita, forse a causa
delle condizioni geologiche, qui la mortalità fu contenuta grazie alla prima
scossa, che aveva allertato la popolazione. Quella
sera a Caldarola vi erano una quarantina di persone, che si stavano godendo il
fresco all’aperto nei pressi della scalinata della Chiesa della Madonna del
Monte, quando la scossa delle ore 23 fece cadere una pesante croce di ferro con
il suo sostegno di pietra, ma nessuno dei presenti subì danno. Nel paese non si
riportarono vittime, ma il sisma "… diroccò
quasi tutto il Monastero e recò pregiudizio a tutte le abitazioni della nostra
terra, furono atterrati quasi tutti li comuni e le fardelle delle stanze e assai
danneggiate le facciate". Nonostante la notevole entità dell’evento
sismico, non esistono studi, che ricostruiscono il terribile impatto. Il
terremoto avvenne durante il periodo dell’insorgenza antifrancese e ciò lo
fece passare un po’ in secondo piano: non vi furono iniziative per il
rilevamento dei danni alle abitazioni. p12 P1 P2 P3 P4 P5 P6 P7 P8 P9 P10 P11 P12 P13 P14 P15 P16 P17 P18 P19 P20 P21 P22 P23 P24 P25 P26 P27 |