|
|
|
|
Le
soppressioni degli ordini religiosi Il
25 aprile 1810 Napoleone emise a Compiegne un decreto, che stabilì la prima
soppressione delle corporazioni religiose.
Conseguenza di ciò fu che il patrimonio storico- culturale venne in
parte disperso. In seguito a questa soppressione, i conventi furono spogliati e
numerose opere d’arte andarono ad arricchire le stanze del museo del Louvre a
Parigi. Inoltre parecchie opere d’arte, mobili, arredi finirono nelle
abitazioni di chi poteva permettersi di acquistarle. A
Colfano ne fu ritardata l’applicazione, perché alcuni frati erano malati. Poi
il convento fu chiuso, il fabbricato, gli arredi sacri e gli spazi annessi
vennero affidati in custodia a tale Pietro Cioci. Gli abitanti di Caldarola
furono afflitti da questi fatti, in quanto vedevano cessare la devozione verso
il B. Francesco. Chiesero all’Arcivescovo di Camerino e al Prefetto del
Dipartimento del Tronto ed ottennero la traslazione delle ossa del Beato. Il 14
agosto 1810 una delegazione comunale con alcuni religiosi si recarono in chiesa
per la ricognizione alle spoglie, che furono messe in una nuova urna in parte di
cristallo. Il 19 dello stesso mese con una solenne processione l’urna fu
portata nella Chiesa della Madonna del Monte di Caldarola ed esposta
nell’altare di S. Pietro. Dopo
la chiusura, le condizioni della chiesa peggiorarono, così il convento che
“… divenuto dimora di gente zotica, venne ridotto in pessimo stato…”
come scrive P. Talamonti nella sua “Cronistoria dei Frati Minori della
Provincia Lauretana delle Marche” che riporto, perché rende ottimamente
l’idea. Nel
1817 nei dintorni vi fu una grave carestia, seguita da un’epidemia. Quando
nel 1819 i religiosi ripresero possesso del monastero dovettero eseguire
radicali riparazioni. Ciò fu possibile grazie alle donazioni di benefattori e
del Comune di Caldarola, che fornì anche una piccola campana. I frati, dopo
aver restaurato il monastero e la chiesa, iniziarono le trattative con le
autorità di Caldarola e la Curia Arcivescovile di Camerino, per rientrare in
possesso dei resti del B. Francesco. Il 13 luglio 1828 le reliquie furono
solennemente riportate nella chiesa di Colfano. L’urna fu sigillata e chiusa
con quattro serrature doppie, le cui chiavi furono consegnate al superiore del
convento, ai dirigenti della confraternita e ai responsabili del Comune di
Caldarola e Camporotondo. p13 P1 P2 P3 P4 P5 P6 P7 P8 P9 P10 P11 P12 P13 P14 P15 P16 P17 P18 P19 P20 P21 P22 P23 P24 P25 P26 P27 |