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Dopo
alcuni anni di smarrimento iniziò lentamente la ripresa, ma non era possibile
cancellare in poco tempo i profondi segni della soppressione. Tuttavia le
avversità, le difficoltà e i disagi rafforzarono lo spirito religioso.
Trascorsi alcuni anni, parecchi conventi furono riacquistati, ma non più
intestati ai religiosi, bensì a normali cittadini vicini ai frati:
dopo il riscatto si provvide al restauro. Il
terremoto di mercoledì 12 marzo 1873, ebbe come epicentro S. Ginesio e danneggiò
parecchio il monastero. I
signori Fiorenzo Grifi, Raffaele Betti e Giuseppe Felici di Caldarola, nel 1873,
costituirono una Società Anonima di cento azionisti, che s’impegnò a
recuperare i locali e l’annesso terreno, per restituirli ai frati.
L’iniziativa andò a buon fine e dopo qualche tempo fu riacquistato dal
demanio il piccolo, ma antico convento e riconsegnato ai Padri della Provincia
Lauretana.
Vennero
allora in aiuto altre facoltose e devote persone, che si assunsero l’onere
della riparazione dei vecchi e cadenti locali. Questi generosi benefattori
furono: Don Nazareno Cervigni, Don Pompeo Betti, canonico della chiesa di S.
Martino di Caldarola, il parroco Don Nicola Amici e il sig. Girolamo Maraviglia.
I lavori di restauro furono intrapresi con grande slancio e furono portati a
termine nell’ottobre del 1884. Si ricostituì così la comunità religiosa,
composta da Padre Calandrini e da Padre Angelo Gennari da Camerino e Raffaele
Marconi da Offagna. La
rinascita Iniziò
così un periodo florido per la comunità: l’anno successivo fu rimesso il
noviziato; fu costruito un nuovo altare maggiore, per riporvi i resti del B.
Francesco, si riprese inoltre la coltivazione dell’attiguo fondo agricolo. Il
padre guardiano Pacifico Giri da Morrovalle, nel periodo 1889 - 1897, fece
costruire la cantina, i sotterranei, la legnaia, il nuovo refettorio, la saletta
ed alcune camere al piano superiore, si rifecero i pavimenti, in vari locali si
ristrutturarono il chiosco, i locali del noviziato e la chiesa dove si dorarono
l’altare maggiore e quello del B. Francesco, inoltre furono acquistati mobili,
arredi sacri e suppellettili. Nel
1889 i fratelli Mariano, Ernesto e Celso Grifi cedettero ai frati la proprietà
legale, che essi avevano sul monastero, locali annessi e terreno. Nel
periodo 1899- 1910 si costruì il nuovo noviziato, il nuovo campanile, furono
costruite e dipinte le quattro cappelle laterali: due con i risparmi dei
religiosi e due con le donazioni delle famiglie Simonelli e Pericoli, fu altresì
rifatto il pavimento della chiesa e venne sistemato il porticato. Furono
acquistate due campane, due confessionali ed alcune statue di santi. Nel 1908
furono costruite altre 12 camere per i novizi. Per
il quarto centenario della morte del B. Francesco nell’ottobre 1907
furono celebrate delle feste, alle quali affluirono numerosi fedeli. Il
papa Pio X, per l’occasione, aveva concesso l’indulgenza plenaria a coloro
che si recavano a visitare le spoglie del Beato. p16 P1 P2 P3 P4 P5 P6 P7 P8 P9 P10 P11 P12 P13 P14 P15 P16 P17 P18 P19 P20 P21 P22 P23 P24 P25 P26 P27 |