camporotondo di fiastrone

 

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il convento di Colfano

 

PADRI GUARDIANI      DAL        AL

Ludovico Calori        1939         1945

Ugo Corradini           1945        1948

Quinto Damiani         1948        1954

Ugo Corradini           1954        1963

Giacomo Calzolai       1963        1966

Ugo Corradini            1966       1972

Fernando Natalini       1972       1975

Antonio Delbiene        1975       1981

Antonio Giacomello      1984      1987

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Padre Ugo Corradini

Nel 1955 vi erano circa 60 frati, a motivo del noviziato. I novizi, su richiesta di famiglie benestanti, che facevano offerte, venivano inviati numerosi ai funerali. I frati si spostavano spesso, per celebrare a Loro Piceno (paese di origine di S. Liberato) e San Cassiano. L’uomo di fiducia che accompagnava i frati negli spostamenti con la sua autovettura, tra le prime della zona, era Deo Micheli, noleggiatore da rimessa di Camporotondo.

Verso la fine degli anni 50 Tullio Vita, un laico di Camporotondo, rimasto vedovo all’età di 49 anni, scelse di andare a vivere nella comunità religiosa, dove svolse l’incarico  di sacrestano fino alla chiusura.

Tra il monastero e il ponte sul torrente Fiastrone, lungo il sentiero, per raggiungere Camporotondo e il Piceno, probabilmente usato anche da S. Francesco,  su di una collinetta naturale coperta di querce e carpini,  in quel periodo furono poste una statua della Madonna e attorno delle panche per sedersi. D’estate i frati ed i novizi si recavano in questo ameno boschetto, per pregare e meditare all’ombra, immersi nel verde e nella tranquillità. Il monastero era allora un centro di vita, fede e devozione.

Con padre Ugo Corradini di Fiuminata (1910-1974), per tre volte guardiano, uomo molto attivo e instancabile, furono eseguite diverse ristrutturazioni e miglioramenti alla fabbrica di Colfano. La popolazione vicina lo ricorda come un lavoratore infaticabile.  Nel periodo 1960 - 1965, grazie alla sua solerte opera, furono eseguiti lavori di ristrutturazione radicali ed ultimato l’edificio nuovo, situato a sud del vecchio monastero, che fu destinato ad essere la casa del noviziato della provincia religiosa Picena San Giacomo della Marca dei Frati Minori. Autore del disegno fu lo stesso Corradini, i lavori furono eseguiti  dall’imprenditore edile caldarolese Giuseppe Marzioli.

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