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Abitanti nel comprensorio 1951 1961 1971 1981 1991 2001 Camporotondo 978 797 571 535 527 586 Caldarola 2732 2377 2005 1757 1615 1717 Cessapalombo 1337 1140 831 706 630 583 Belforte 1827 1765 1470 1421 1476 1634 Un
nuovo declino? Si
deve notare che in Italia nel 1951 il 41,95 %, cioè il maggior numero dei
lavoratori, era impiegato in agricoltura, mentre solo dieci anni dopo, nel 1961,
il settore dominante diventa l’industria, che occupa il 40,6 % dei lavoratori. Nelle
zone limitrofe al monastero molti abitanti si trasferiscono in città, altri
trovano lavoro negli opifici dei vicini centri: le campagne tendono a
spopolarsi. Cambiano così i ritmi di lavoro e di vita; non ci si alza al levare
del sole né si va più a letto al tramonto, ma bisogna rispettare precisi orari
e turni ferrei. Le tradizioni contadine, gli usi e costumi, il folclore vanno
sempre più diluendosi. I
giovani ritengono il lavoro in campagna non più sufficientemente redditizio né
gratificante; preferiscono quindi trovare occupazione nell’industria o nel
terziario. Il lavoro dei campi rimane agli anziani; una parte delle attività
agricole viene eseguita nei fine settimana e durante le ferie. I tempi ed i
metodi di un’agricoltura moderna e razionale non si adattano né coincidono
con il tempo libero di chi lavora in fabbrica o in ufficio. Ad esempio i
trattamenti anticrittogamici e la raccolta dell’uva mal si conciliano
con il tempo libero rimanente a chi svolge altre attività. Di
pari passo al declino della civiltà contadina con i suoi usi millenari, va la
decadenza del vecchio monastero, che perde la sua centralità spirituale. La sua
identità persa non è stata più rimpiazzata. p22 P1 P2 P3 P4 P5 P6 P7 P8 P9 P10 P11 P12 P13 P14 P15 P16 P17 P18 P19 P20 P21 P22 P23 P24 P25 P26 P27 |