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il convento di Colfano

 

A fine anno spesso vi si teneva la cena di San Silvestro; molte persone, che altrimenti sarebbero rimaste sole a casa, poterono iniziare il nuovo anno in compagnia. I gruppi, che giunsero nel monastero in quel periodo  da varie località d’Italia, hanno sempre apprezzato la bellezza del luogo, ideale sia per incontri spirituali che a livello formativo.

Il principale motivo dell’abbandono del complesso da parte dei giovani di Caldarola è stata l’entrata in vigore di una normativa in materia di sicurezza, che equiparò la struttura come tutte le case religiose, colonie, e quant’altro destinato ad ospitare gruppi e comunità agli alberghi

Di fronte alle coste pugliesi, nel “paese delle aquile” (Shiperi), nel frattempo, stavano accadendo degli sconvolgimenti politici, che interesseranno ben presto il nostro remoto monastero, adagiato tranquillamente sul verde manto dei Sibillini. Andiamo a vedere cosa accadde.

Verso la fine degli anni ottanta il vento di democratizzazione, che stava soffiando nell’Europa orientale, interessò anche l’Albania. Si verificarono delle manifestazioni popolari contro il regime di Ramiz Alia, successore di Hoxha. Iniziarono le prime fughe di Albanesi verso i paesi occidentali, soprattutto verso l’Italia. Nell’aprile del 1992 Alia si dimise e il parlamento elesse come presidente Sali Berisha, primo presidente non comunista dal secondo conflitto mondiale. Venne formato un governo di coalizione e nell’anno successivo Alia ed altri ufficiali comunisti furono arrestati, per appropriazioni indebita di denaro pubblico.

L’Albania però non poteva uscire in modo indolore dal lungo tunnel della dittatura e dall’isolamento della cortina di ferro: era un paese molto arretrato dal punto di vista industriale e con un elevatissimo tasso di disoccupazione. Lo sviluppo  sociale e il progresso erano inoltre minacciati da una criminalità sempre più diffusa e virulenta, che ne aveva fatto uno scalo del traffico internazionale di droga. Un contesto sociale estremamente povero spingeva sempre più la popolazione ad emigrare verso i paesi industrializzati.

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