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il convento di Colfano

 

Dal giugno 1991 a fine agosto il convento fu dato in comodato gratuito e gestito dalla Croce Rossa, per ospitare alcuni profughi Albanesi provenienti dalla Puglia.  Nella prima decade di giugno 1991 giunse il primo gruppo composto da 55 persone, di cui 17 donne e bambini. All’arrivo ci furono quattro ore di trattative con l’autorità: gli Albanesi non volevano rimanere, perché ritenevano il luogo troppo isolato. Il secondo gruppo,  che arrivò il 15 giugno, era composto da circa 50 ragazzi dai 18 ai 22 anni.  Il terzo gruppo di 17 persone giunse a Colfano il 15 agosto, si fermò solo per due giorni poi furono tutti rimpatriati.

I profughi, che avevano notevole timore del rimpatrio, provenivano da Monopoli, dove avevano lavorato alla raccolta di pomodori e patate. Gli adulti vennero tutti avviati al lavoro, l’Amministrazione Statale ha provveduto solo all’alloggio ed al vitto, preparato dal vicino ristorante Micheli. Nonostante le voci di gravi danni arrecati dai profughi alla struttura e agli arredi del monastero, in realtà i danni ad infissi, servizi igienici e televisori non furono di notevole entità, ma solo di 1.291 euro.

Dopo la partenza degli Albanesi il convento è stato un anno vuoto, ne fu poi concesso l’uso ai “Volontari del Vangelo” di Cantiano (PS). La comunità laico-religiosa attuale si chiama “Regina della Pace”.

Il terremoto del 26 settembre 1997 ha reso inagibile la chiesa del monastero, le funzioni religiose vengono celebrate in una cappellina interna. I lavori di restauro non sono stati ancora completati.

Negli anni immediatamente precedenti la fine dello scorso secolo ci fu un ambizioso progetto di rilancio del convento, per inserirlo lungo gli itinerari giubilari della provincia, ma esso non fu mai approvato

Nel settembre 2001 presso il convento di San Liberato di S. Ginesio la Soprindentenza dei Beni Culturali delle Marche ha fatto un inventario fotografico di tutti i quadri,  opere ed arredi sacri,  provenienti anche dal convento di San Liberato.

Infatti in questo convento nel 1987, quando i frati se ne andarono, era confluito gran parte del materiale di Colfano.

Nel santuario di San Liberato la domenica i fedeli affluiscono numerosi per la Messa, invece a Colfano l’unica celebrazione festiva, spostata al pomeriggio, registra un numero di persone sempre più esiguo.

Da qualche anno, in aprile si organizza una camminata  Colfano - San Liberato con la partecipazione di parecchie persone dei comuni limitrofi.

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